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Accusa d’omicidio per un caro amico: Escherichia coli

Quando accusano uno dei tuoi migliori amici di essere uno spietato assassino, ci rimani un po’ male. E’ successo proprio in questi giorni: dopo anni di lavoro assieme in laboratorio, scopro che un mio amico è sulle pagine di tutti i giornali perchè sta portando morte e distruzione ovunque, e per giunta in diversi paesi d’Europa. L’amico in questione non è in realtà una persona: ha la forma di un bastoncino allungato e arrotondato, è giallo, è lungo pochi milionesimi di millimetro e spesso mezzo, ed è un batterio: si chiama Escherichia coli – coli per gli amici.

 

Alla ricerca del batterio killer

Fa parte delle enterobacteriaceae, una classe di batteri che ha trovato un posto nel mondo che noi esseri umani definiremmo poco invidiabile: il sistema gastrointestinale degli animali. Tutti noi lo conosciamo bene, dato che fa parte della nostra naturale flora batterica intestinale – una innumerevole legione di batteri che ci aiuta, con le sue conoscenze metaboliche, a trasformare i composti che si trovano nel cibo che ingeriamo. Per rendervi l’idea di quanti siano, nel nostro intestino ci sono un numero stimato di batteri che supera di dieci volte quello delle nostre cellule (un milione di miliardi contro centomila miliardi). Con questi batteri utili il nostro sistema immunitario sviluppa tolleranza: li conosce, e sa che deve lasciarli stare.

Torniamo alle accuse contro il mio amico. Come in tutte le specie, di coli esistono diversi ceppi, che pur essendo lo stesso organismo esibiscono alcune differenze. Un po’ come il pastore tedesco e il chihuahua, che sono entrambi Canis lupus familiaris (anche se suona come un’eresia). Alcuni di questi ceppi sono patogeni: causano patologie nell’uomo, ma qui da noi non sono molto diffusi. Come mai allora i coli nostrani ci si stanno rivoltando contro?

Leggendo su Nature scopro quanto i media non dicono: i coli in questione sono infettati da un batteriofago (un virus che attacca i batteri), che è in stato quiescente (un po’ come quando avete l’herpes, ma non avete in continuazione manifestazioni cutanee) e che produce una tossina che si chiama Shiga. E come la produce, se è in stato quiescente? Quando i batteri sono stressati (hey, ancora esattamente come noi con l’herpes!), ad esempio da trattamenti antibiotici, il virus si ringalluzzisce e si riattiva, provocando la morte e scoppio dei nostri amici e il rilascio della tossina – che è causa delle enteriti emorragiche di cui si parla.

Coli diventa patogeno quando infettato da batteriofagi che esprimono la tossina di Shiga. Credit: Nature

Ma perchè solo oggi? Perchè – un po’ come succede con l’influenza, che passa dagli uccelli per arrivare a noi – fagi che usualmente infettano alcune specie di batteri che producono naturalmente la tossina, come alcuni ceppi di Shigella, hanno “rubato” da Shigella i geni per codificarla, li hanno inclusi nel loro genoma, e li hanno passati a coli. In attesa che tutto si risolva per i meglio, bisogna ammettere che il mondo è diventato davvero globale.. anche per i batteri.

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Scritto da Piermatteo Barambani Pubblicato il 15 giugno 2011

 

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