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Il piano di Obama per mappare la mente fa rima col pensatoio di Silente

Sarà una sorta di Progetto Genoma per ricostruire la struttura del cervello

Il presidente degli Stati Uniti d’America, dopo aver negato al mondo la Morte Nera, lancia una nuova sfida: sapere come funziona, come riparare e anche come migliorare il cervello umano. Dieci anni per trovare i percorsi delle informazioni nervose, i centri di elaborazione e quelli di stoccaggio dedicati alla memoria. Un progetto ambizioso per le 100 miliardi di cellule ed un milione di miliardi di connessioni, per capire come funziona questo straordinario organo.

Ma non solo.
Con l’aumentare dell’età sono sempre più evidenti le malattie neurodegenerative del sistema nervoso centrale e diventa importante prevenire, diagnosticare e curare il sistema di elaborazione dati che abbiamo. Basti pensare che ad oggi i malati di Alzheimer nel mondo sono 36 milioni, e che nel 2050 si prevedono ben 115 milioni di persone colpite da questa malattia.
Con il progetto Brain Activity Map, Obama farà felici anche i transumanisti perché fornirà le conoscenze per sviluppare ed implementare le capacità cerebrali e trasferirle (insieme all’assenza/conoscenza dell’individuo?) su computer. Chi non vorrebbe tenere una copia del proprio cervello su chiavetta USB? Chi non vorrebbe accantonare i ricordi troppo ingombranti, magari salvandoli su Dropbox, proprio come fa Silente con il suo pensatoio?

Le indiscrezioni trapelate non hanno ancora avuto conferma dalla Casa Bianca, ma si attende un annuncio di Obama nei prossimi giorni per inserire il progetto nella proposta di bilancio che presenterà al Congresso ai primi di marzo.

Questa è una notizia di MolecularLab.it, con alcune inserzioni in puro stile OMg!Science!. Per leggere l’articolo originale e tutte le altre news, clicca sul logo qui a fianco.

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Scritto da Giovanni Argento Pubblicato il 20 febbraio 2013

 

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2 Commenti »

  • Uggio Wild Type dice:

    Da un punto di vista puramente scientifico sarebbe un’ottima cosa ma nel mondo attuale potrebbe diventare l’arma di repressione delle masse più forte mai esistita. Certi governi potrebbero facilmente sfruttare questa tecnologia per controllare i propri cittadini addirittura direttamente nella loro mente. Nemmeno l’incubo di Orwell vi si avvicina, sarebbe la fine della libertà di pensiero.